03 August 2011

Ritorno a Bassavilla - La Pianura fa Paura

 
Sono le 5.20 di una nebbiosa mattina del 29 dicembre 1999 mentre Thomas Ferrarese percorre l’A4, all’altezza di Brescia su Mercedes; Roberto Marola su camion non precisato, in quel momento, si trova nei pressi del casello di Treviso Sud; Sandro Galtieri invece si trova sull’A1 allo svincolo di San Martino a bordo di un’utilitaria; tutti sono in viaggio alle 5.20 e tutti alle 5.20 vedono Melissa Prigione camminare nel buio. Sullo sfondo, la Grande Guerra telepatica contro le baldracche teutoniche che sta per avere inizio; un pilota brasiliano Luiz Lopes Dornelles sta attaccando con raffiche di mitragliatrice la stazione nazista di Bassavilla quando viene abbattuto dalla contraerea tedesca: ha fatto testamento e lasciato il suo spazzolino da denti ai compagni Ė il 1945. A San Salvatore Monferrato, c'è la tomba di Paolo Provera, classe 1850, suicida su una sedia di cemento da lui stesso ideata e mentre automobilista durante un temporale si ripara in una villa disabitata nella località di Moncalvo, viene accolto all’interno da una famiglia che lo invita a cena. Mangia, beve e si addormenta sul tavolaccio e quando si sveglia assiste a una scena orribile. Nei pressi di Montechiaro decide di comparire un diavolo descritto dalla stampa nazionale come “Alto due metri, massiccio, forse con un filo di pancia costretta dentro una GIbaud nera mentre il Boogyman, il Signor Nascosto agisce attraverso un dialer assassino; la nebbia, ”The fog”, avanza nel “Villaggio dei dannati”; ebbene si! “Essi vivono” anzi “Hanno sete”. Ma nella pianura del “Bugia el cü”  queste creature trasformano ulteriormente il loro status sociale; sono vampiroidi e condividono al posto della marijuana il sangue di piccoli animali. Come Trent Reznor che ha registrato “Broken” nella casa degli  omicidi di Manson così in Ritorno a Bassavilla il lettore scopre la Hell house, solo che  non si trova al 10050 di Cielo Drive ma si trova a Moncalvo, nella Pianura, dove i “parenti piemontesi di Faccia di cuoio” fanno calare, nella notte, il falcetto, la mazza e la roncola “su ossa e carne guidati dalla rabbia, dalla paura e dalle frustrazioni quotidiane. Queste e molte altre sono le storie delle frustrazioni quotidiane, tutte nella storia di Melissa, la protagonista fantasma tra i protagonisti di Ritorno A Bassavilla. Un libro che è molti libri, citazioni, saggio, trattato, noir: troppi a volerli elencare. La narrazione di quest’almanacco del mistero piemontese è condotto con ironia, tra vampiri con la panciera, baldracche teutoniche e assassini che fanno la ronda per proteggere i cannoncini antistormo da poveri nevrotici disperati che non riescono a dormire.” Ma, il libro offre molto di più di godibilissimi racconti. Arona compone le sue storie e nel farlo, incurante della dimensione temporale, come un sapiente alchimista, moltiplica all’infinito le continue relazioni tra gli elementi, trascurando volutamente i 
limiti imposti dalle regole dell’oggetto; così facendo realizza una magia, la magia di Bassavilla; 


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