26 January 2012

La selezione colpevole - Andrea Leonelli


Una riflessione profonda sull'incomunicabilità dell'uomo contemporaneo. "Ragnatele di luce", "Infinito meccanizzato", una poesia forte, evocativa, dai profondi connotati simbolici, un futuro meccanico e grigio si disperde nel "vuoto elettronico". Una riflessione sul manifestarsi delle cose che diviene fenomenologia, laddove la prospettiva con cui ci si rapporta al mondo cambia spostandosi nella sfera emoziale. Un'intensa indagine sulla coscienza, dal dantesco "non ti curar di te, ma passa" rovesciando l'alterità sull'io, alla coscienza-essenza che si pacifica nella desolazione. Lo stile è asciutto e "metallico", la versificazione della realtà, così come percepita dall'autore, è quasi auto-eseguita e, come fosse una macchina, rileva costantemente le percezioni, le continue modificazioni dello spirito,"lo stato delle cose", per dirla alla Wenders.

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