05 June 2013

Il mistero del vascello fantasma


— Ma che diavolo… — Proruppe Morehouse, mentre era al timone. Era il 5 dicembre 1872, fra le isole Azzorre e la costa del Portogallo, la “Dei Gratia” s’imbatteva in un due alberi, un brigantino alla deriva a Nord dell’Oceano Atlantico. Morehouse, il comandante della “Dei Gratia”, dopo alcuni tentativi di segnalazione e comunicazione, decise di accodare la nave per leggerne il nome ma il mare ingrossato per le tempeste non consentiva ai marinai di avvicinarsi anche perché dalla posizione delle vele e del fiocco era evidente che la nave era senza guida. —  Qui abbiamo o un equipaggio di idioti, un branco di smidollati che stanno facendo il corso Imparare la vela in edicola o, come più probabile, quella è una nave senza comandante.
Dopo diverse ore, Morehouse e i suoi riuscirono a scoprire che si trattava della Mary Celeste, quella fottuta nave sfigata.
— Corpo di mille galeoni pieni di Jack Daniels — aveva esclamato Il capitano Morehouse. Sapeva che a comando di quel brigantino c’era il suo amico, quel vecchio crucco di Benjamin Spooner Briggs.
— Briggs, vecchia spugna, — aveva sibilato a denti stretti. Si erano salutati goliardicamente, motteggiandosi a vicenda, alla maniera dei pirati, presso i pontili di carico dell’East River, a New York meno di un mese prima, così pure i relativi pappagalli che portavano sulla spalla.
La Mary Celeste era in partenza per Genova con un carico di alcool puro, industriale, così pure la Dei Gratia ma si sarebbe diretta a Gibilterra.
Morehouse ghignava, diceva che quel vecchio pazzo di Briggs, prima di finire in pasto ai granchi, si fosse scolato tutto l’alcool della stiva. — Scommetto che non troverete nemmeno un goccio di quel bruciabudella lì sotto. — Morehouse sapeva che l’alcool non era commestibile ma gli piaceva pensare che quel demonio dei mari di Spooner Briggs avrebbe provato comunque a berlo tutto. Stemperava con ironia ciò che drammaticamente aveva già intuito. Secondo Morehouse, sulla nave di Briggs non c’era rimasto nemmeno il pappagallo ma volle acceretarsene. Aveva ordinato al suo ufficiale, Oliver Devau, un rude lupo di mare con la passione per i tutu di toulle e ad altri due arditi, di andare a verificare. I marinai confermarono, la Mary Celeste era completamente deserta. Ma le scorte, la stiva, con grande sorpresa di Captain Morehouse era intatta. Vi erano addirittura le scorte d’acqua. Insomma, la bagnarola di Briggs, come la chiamava Morehouse, era assolutamente in grado di affrontare il mare, mancava solo una scialuppa di salvataggio. — Briggs, che diavolo di fine hai fatto? Non mi dirai che anche tu vuoi seguire la moda di Robinson Crusoe? — Tutto lasciava presagire che la nave fosse stata lasciata in fretta, cassapanche dei marinai intatte, portelli scardinati, le provviste stipate.
— Gatta ci cova — aveva mormorato Morehouse mentre si stuzzicava un dente con l’uncino. Un esame più attento rilevò che gli strumenti di orientamento portatili erano spariti e l’ultima annotazione del vecchio Briggs risaliva al 25 novembre, ciò voleva dire che la nave vagava fantasma da circa nove giorni, a circa settecento miglia a nordest rispetto alla sua ultima rotta registrata.
— Che sfiga, te l’avevo detto, brutto somaro dei mari! Briggs, non dovevi accettare il comando di questa maledetta nave. — Proruppe Morehouse additando il fiocco della Mary Celeste.
Sin dall'inizio la nave era stata sfortunata. In origine La Mary Celeste si chiamava Amazon, non so se trafficasse in libri come l’omonimo portale, ma una cosa è certa, il suo primo capitano era morto nel giro di quarantotto ore. Nel viaggio inaugurale invece si era incagliata lungo la costa del Maine. Aveva preso fuoco mentre la stavano riparando e, una volta ripristinata si era scontrata con un brigantino più piccolo lungo le bianche scogliere di Dover, era finita nelle secche nei dintorni di Cape Brenton provocandone l'incagliamento. A questo punto l’Amazon era stata messa in vendita ed era stata riacquistata e ribattezzata Mary Celeste. Antiche leggende dicevano che fosse una nave maledetta…

2001. Dalle profondità dei mari, a largo di Haiti, emergono i resti del brigantino. Ma forse non è effettivamente il relitto del vascello maledetto. Carlo Stein è un giornalista, un conduttore di talk show, un indagatore dell'incubo, è sulle tracce della Mary, è in possesso del diario segreto di Gilman Parker, l’ultimo proprietario della nave maledetta. Il mistero s’infittisce proprio adesso, infatti, sembra che questo vascello fantasma sia stato nuovamente avvistato solcare le acque in tutto il suo spettrale splendore...

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