28 September 2013

Letteratura di Pianura sul Corriere di Alessandria

Sul corriere di Alessandria il 28 Settembre 2013 compare un articolo redatto dal bravissimo Danilo Arona che spiegando della Letteratura di Pianura riporta parte del mio articolo su un suo libro Ritorno a Bassavilla.

Riporto qui parte un estratto dell'articolo di Danilo Arona


LETTERATURA DI PIANURA
di Danilo Arona



Massobrio, Marenzana, Bona, Guerrini, Arona e Nadia Morbelli.  Autori locali ma di portata nazionale, relegabili “tra le mura” cittadine o nell’immediato circondario agricolo, ma che pongono in quanto inconsapevole squadra una stimolante domanda di lettura unitaria sulle loro reciproche e diverse opere, costruite tutte attorno a uno o più delitti (L’eredità dei Santi, L’uomo dei temporali, Sangue di noi tutti, L’estate nera, Io sono le voci e Amin che è volato giù di sotto): esiste una letteratura (nera) di pianura, riconoscibile in quanto tale e identificabile come un unico Mitologema in grado di autoproporsi come “marchio” inconfondibile di una città, oggi alle prese con i problemi che ben conosciamo?
Sicuro che esiste. E per dimostrarlo citerò un acuto intervento di Luigi Bonaro, estratto da “La pianura fa paura”, pubblicato sulla rivista “Knife” (Associazione culturale Nero Cafè, Roma) nel luglio 2013. Citando un notevole studio di Michael Taussig, docente di antropologia alla Columbia University (The Devil and Commodity Feticism in South America), Bonaro parte con il sottolineare come il disagio esistenziale patito dai minatori del Sud America sia dovuto ai contrasti economico-sociali generati da povertà e sfruttamento nonché reificato in un concreto feticcio diabolico che compare nelle miniere: lo Zio.
«Il conflitto è presente, forte, molto forte, anche qui, nella pianura di Bassavilla (Alessandria) dove lo Zio è un povero diavolo e porta la panciera. Ovvero, il diavolo è un prodotto sociale, un elaborato dello scontro fra la modernità e la tradizione. Un demonio che è l’oggettivazione della frizione sociale. Il mostro verghiano che fagocita tutto in virtù del progresso che rende ormai inadeguati i tanti “saltafosso” della pianura nebbiosa. Ma adesso che i Condominium ballardiani con le case-alveare hanno preso il posto dei vecchi dedali stregati di Bassavilla-Alessandria, il terrore è aumentato. La pianura è resuscitata dentro le menti divenendo palude della coscienza, vive negli individui schiacciati ai margini della massificazione culturale che si autoproclama progresso nella presunzione tassonomica di avere un’etichetta per qualsiasi cosa. La nebbia avvolge le coscienze e Bassavilla-Alessandria diventa un luogo della memoria, dove le incertezze generano oscuri feticci e laddove le stupide e chiassose banalità pseudoculturali del momento non  possono arrivare. La pianura della mente rimane l’unico posto dove la follia fuoriesce immediata dal quotidiano per mostrarsi in tutto il suo superbo e macabro splendore».

Finisci di leggere l'articolo di Danilo Arona sul Corriere di Alessandria al seguente link

http://mag.corriereal.info/wordpress/?p=20576
 

Se può interessare invece qui c'è l'articolo riguardante "Ritorno a Bassavilla"comparso sul numero 1 di Knife Magazine, la rivista dell'Associazione Culturale Nerocafè.

http://creeptale.blogspot.it/2011/08/la-pianura-fa-paura.html

 

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