17 October 2013

Vintage Sci-Fi: il pianeta proibito

Il pianeta proibito è un classico del cinema di fantascienza del 1956, diretto da Fred McLeod Wilcox e prodotto dalla MGM, da cui fu tratto un romanzo omonimo scritto da W.J. Stuart e pubblicato nello stesso anno. Titolo alternativo I mostri dell'Id

Nella realizzazione del film furono impiegati numerosi effetti speciali e musica elettronica. Vi fece apparizione per la prima volta il robot Robby. I personaggi e l'ambientazione del film sono ispirati alla commedia di William Shakespeare La Tempesta, che ha però una trama differente

Il robot Robbie fu l'oggetto scenico cinematografico più costoso mai costruito all'epoca e fu successivamente impiegato anche nel film Il robot e lo Sputnik. Divenne anche un giocattolo molto popolare, ed è in qualche modo un antesignano di tutti i robot dei film di fantascienza. Fece una piccola apparizione anche nel film Gremlins nel 1984, visibile sullo sfondo durante una conversazione telefonica all'incontro degli inventori. Tra le sue rare apparizioni cinematografiche successive ricordiamo anche Le ragazze della Terra sono facili (1988) e Looney Tunes: Back in Action (2003).
L'incrociatore spaziale C-57-D è inviato in missione sul pianeta Altair IV alla ricerca di eventuali sopravvissuti della precedente spedizione Bellerofonte, dispersa venti anni prima.
All'arrivo la loro nave viene raggiunta da una forza immensa di natura ignota, dopodiché sono contattati dall'unico superstite della spedizione, il dottor Edward Morbius (Walter Pidgeon), il quale cerca invano di dissuaderli dall'atterrare.



All'atterraggio vengono accolti dal robot Robby, che li conduce all'abitazione di Morbius, il quale spiega come entro un anno dall'arrivo sul pianeta, tutti i membri della spedizione furono fatti scomparire durante la notte da una immensa creatura sconosciuta, tutti tranne sé stesso, la moglie (morta poi per cause naturali) e la figlia (Anne Francis). Egli teme che possa accadere lo stesso ai nuovi arrivati. Non teme invece per sé e per la figlia, anche perché la loro abitazione è attrezzata con sofisticate tecnologie difensive. Il capitano (Leslie Nielsen) chiede di quali competenze tecniche disponga Morbius, che nella missione era un linguista.

Morbius dice di avere studiato e lavorato per tutti i venti anni alla ricostruzione della storia e alcune tecnologie dei Krell, la civiltà originaria del pianeta, misteriosamente scomparsa una notte di duemila secoli prima.
Mostra quindi agli ospiti la nursery Krell, che comprende una macchina per l'educazione e il potenziamento cerebrale dei bambini Krell, ma letale per i cervelli umani molto meno sviluppati di quelli Krell; infatti la macchina aveva ucciso istantaneamente una persona dell'equipaggio del Bellerofonte che la provò e indusse in coma lo stesso Morbius per due giorni. Al risveglio però Morbius si ritrovò con un quoziente intellettivo pressoché raddoppiato. Li conduce anche all'interno del pianeta, dove è presente una immensa macchina sotterranea che si sviluppa in profondità per molti chilometri e continua ad essere alimentata da duemila secoli anche dopo la scomparsa dei Krell, alimentata da un numero indefinibile di reattori nucleari autooperanti ed autoriparanti. Lo scopo della macchina, operativa per tutti i millenni successivi alla scomparsa dei Krell è ignoto.



Titolo originale Forbidden Planet
Paese USA
Anno 1956
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Fred McLeod Wilcox
Soggetto Irving Block, Allen Adler
Sceneggiatura Cyril Hume
Fotografia George J. Folsey
Montaggio Ferris Webster




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